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REFERENDUM ABROGATIVI 12-06-2022

17 maggio 2022

referendum-2022

Referendum abrogativi ex art. 75 della Costituzione indetti per il 12 giugno 2022

Data di Pubblicazione

17 maggio 2022

Il 12 giugno 2022 si terranno 5 Referendum abrogativi in materia di giustizia (i relativi decreti del 06/04/2022 del Presidente della Repubblica, sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n.82 del 07/04/2022.

Testo dei quesiti dei referendum popolari

1 - «Volete voi che sia abrogato il decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell'articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n.190)?»

2 - «Volete voi che sia abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n.447 (Approvazione del codice di procedura penale) risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.274, comma 1, lettera c), limitatamente alle parole: "o della stessa specie di quello per cui si procede. Se il pericolo riguarda la commissione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede, le misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se trattasi di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni ovvero, in caso di custodia cautelare in carcere, di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni nonché per il delitto di finanziamento illecito dei partiti di cui all'art.7 della legge 2 maggio 1974, n.195 e successive modificazioni."?»

3 - «Volete voi che siano abrogati: l'"Ordinamento giudiziario" approvato con regio decreto 30 gennaio 1941, n.12, risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.192, comma 6, limitatamente alle parole: ", salvo che per tale passaggio esista il parere favorevole del Consiglio superiore della magistratura"; la legge 4 gennaio 1963, n.1 (Disposizioni per l'aumento degli organici della Magistratura e per le promozioni), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad essa successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.18, comma 3: "La Commissione di scrutinio dichiara, per ciascun magistrato scrutinato, se e' idoneo a funzioni direttive, se è idoneo alle funzioni giudicanti o alle requirenti o ad entrambe, ovvero alle une a preferenza delle altre"; il decreto legislativo 30 gennaio 2006, n.26, recante «Istituzione della Scuola superiore della magistratura, nonché disposizioni in tema di tirocinio e formazione degli uditori giudiziari, aggiornamento professionale e formazione dei magistrati, a norma dell'art. 1, comma 1, lettera b), della legge 25 luglio 2005, n.150», nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.23, comma 1, limitatamente alle parole: "nonche' per il passaggio dalla funzione giudicante a quella requirente e viceversa"; il decreto legislativo 5 aprile 2006, n.160, recante "Nuova disciplina dell'accesso in magistratura, nonché in materia di progressione economica e di funzioni dei magistrati, a norma dell'art. 1, comma 1, lettera a), della legge 25 luglio 2005, n.150", nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, in particolare dall'art.2, comma 4 della legge 30 luglio 2007, n.111 e dall'art.3-bis, comma 4, lettera b) del decreto-legge 29 dicembre 2009, n.193, convertito, con modificazioni, in legge 22 febbraio 2010, n.24, limitatamente alle seguenti parti: art.11, comma 2, limitatamente alle parole: "riferita a periodi in cui il magistrato ha svolto funzioni giudicanti o requirenti"; art.13, riguardo alla rubrica del medesimo, limitatamente alle parole: "e passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa"; art.13, comma 1, limitatamente alle parole: "il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti,"; art.13, comma 3: "3. Il passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, non è consentito all'interno dello stesso distretto, ne' all'interno di altri distretti della stessa regione, ne' con riferimento al capoluogo del distretto di corte di appello determinato ai sensi dell'art.11 del codice di procedura penale in relazione al distretto nel quale il magistrato presta servizio all'atto del mutamento di funzioni. Il passaggio di cui al presente comma può essere richiesto dall'interessato, per non più di quattro volte nell'arco dell'intera carriera, dopo aver svolto almeno cinque anni di servizio continuativo nella funzione esercitata ed è disposto a seguito di procedura concorsuale, previa partecipazione ad un corso di qualificazione professionale, e subordinatamente ad un giudizio di idoneità allo svolgimento delle diverse funzioni, espresso dal Consiglio superiore della magistratura previo parere del consiglio giudiziario. Per tale giudizio di idoneità il consiglio giudiziario deve acquisire le osservazioni del presidente della corte di appello o del procuratore generale presso la medesima corte a seconda che il magistrato eserciti funzioni giudicanti o requirenti. Il presidente della corte di appello o il procuratore generale presso la stessa corte, oltre agli elementi forniti dal capo dell'ufficio, possono acquisire anche le osservazioni del presidente del consiglio dell'ordine degli avvocati e devono indicare gli elementi di fatto sulla base dei quali hanno espresso la valutazione di idoneità. Per il passaggio dalle funzioni giudicanti di legittimità alle funzioni requirenti di legittimità, e viceversa, le disposizioni del secondo e terzo periodo si applicano sostituendo al consiglio giudiziario il Consiglio direttivo della Corte di cassazione, nonché sostituendo al presidente della corte d'appello e al procuratore generale presso la medesima, rispettivamente, il primo presidente della Corte di cassazione e il procuratore generale presso la medesima."; art.13, comma 4: "4. Ferme restando tutte le procedure previste dal comma 3, il solo divieto di passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, all'interno dello stesso distretto, all'interno di altri distretti della stessa regione e con riferimento al capoluogo del distretto di corte d'appello determinato ai sensi dell'art. 11 del codice di procedura penale in relazione al distretto nel quale il magistrato presta servizio all'atto del mutamento di funzioni, non si applica nel caso in cui il magistrato che chiede il passaggio a funzioni requirenti abbia svolto negli ultimi cinque anni funzioni esclusivamente civili o del lavoro ovvero nel caso in cui il magistrato chieda il passaggio da funzioni requirenti a funzioni giudicanti civili o del lavoro in un ufficio giudiziario diviso in sezioni, ove vi siano posti vacanti, in una sezione che tratti esclusivamente affari civili o del lavoro. Nel primo caso il magistrato non può essere destinato, neppure in qualità di sostituto, a funzioni di natura civile o miste prima del successivo trasferimento o mutamento di funzioni. Nel secondo caso il magistrato non può essere destinato, neppure in qualità di sostituto, a funzioni di natura penale o miste prima del successivo trasferimento o mutamento di funzioni. In tutti i predetti casi il tramutamento di funzioni può realizzarsi soltanto in un diverso circondario ed in una diversa provincia rispetto a quelli di provenienza. Il tramutamento di secondo grado può avvenire soltanto in un diverso distretto rispetto a quello di provenienza. La destinazione alle funzioni giudicanti civili o del lavoro del magistrato che abbia esercitato funzioni requirenti deve essere espressamente indicata nella vacanza pubblicata dal Consiglio superiore della magistratura e nel relativo provvedimento di trasferimento."; art.13, comma 5: "5. Per il passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, l'anzianità di servizio è valutata unitamente alle attitudini specifiche desunte dalle valutazioni di professionalità periodiche."; art.13, comma 6: "6. Le limitazioni di cui al comma 3 non operano per il conferimento delle funzioni di legittimità di cui all'art.10, commi 15 e 16, nonché, limitatamente a quelle relative alla sede di destinazione, anche per le funzioni di legittimità di cui ai commi 6 e 14 dello stesso art.10, che comportino il mutamento da giudicante a requirente e viceversa."; il decreto-legge 29 dicembre 2009, n.193, convertito, con modificazioni, in legge 22 febbraio 2010, n.24 (Interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad essa successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.3, comma 1, limitatamente alle parole: "Il trasferimento d'ufficio dei magistrati di cui al primo periodo del presente comma può essere disposto anche in deroga al divieto di passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti e viceversa, previsto dall'art.13, commi 3 e 4, del decreto legislativo 5 aprile 2006, n.160."?»

4 - «Volete voi che sia abrogato il decreto legislativo 27 gennaio 2006, n.25, recante «Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e nuova disciplina dei consigli giudiziari, a norma dell'art.1, comma 1, lettera c) della legge 25 luglio 2005, n.150», risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art.8, comma 1, limitatamente alle parole "esclusivamente" e "relative all'esercizio delle competenze di cui all'art.7, comma 1, lettera a)"; art.16, comma 1, limitatamente alle parole: "esclusivamente" e "relative all'esercizio delle competenze di cui all'art.15, comma 1, lettere a), d) ed e)"?».

5 - «Volete voi che sia abrogata la legge 24 marzo 1958, n.195 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della magistratura), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.25, comma 3, limitatamente alle parole "unitamente ad una lista di magistrati presentatori non inferiore a venticinque e non superiore a cinquanta. I magistrati presentatori non possono presentare più di una candidatura in ciascuno dei collegi di cui al comma 2 dell'art.23, né possono candidarsi a loro volta"?»

Chi può votare

Possono votare tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del Comune e che avranno compiuto il 18° anno di età il 12 giugno 2022.

I cittadini italiani residenti all’estero (AIRE)

Gli elettori residenti stabilmente all’estero iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) riceveranno come di consueto il plico elettorale al loro domicilio al fine di votare per corrispondenza nella circoscrizione estera. Si ricorda che è onere del cittadino mantenere aggiornato il Consolato circa il proprio indirizzo di residenza.

Chi si trovasse temporaneamente in Italia ha la facoltà di votare in Italia, nel Comune dove risulta iscritto nelle liste elettorali, previa apposita e tempestiva opzione, valida per un’unica consultazione.

Il diritto di opzione per il voto in Italia deve essere esercitato entro il prossimo 17 APRILE 2022 ovvero entro i dieci giorni successivi alla data di pubblicazione del Decreto del Presidente della Repubblica di indizione del referendum.

L’opzione dovrà pervenire all’Ufficio consolare operante nella circoscrizione di residenza dell’elettore, attraverso un’apposita dichiarazione su carta libera che riporti: nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza, indicazione del comune italiano d'iscrizione all'anagrafe degli italiani residenti all'estero, l'indicazione della consultazione per la quale l'elettore intende esercitare l'opzione. La dichiarazione deve essere datata e firmata dall'elettore e accompagnata da fotocopia non autenticata di un documento di identità del richiedente, e può essere inviata per posta, per posta elettronica anche non certificata, oppure fatta pervenire a mano al Consolato anche tramite persona diversa dall’interessato ENTRO IL 17 APRILE 2022 (con possibilità di revoca entro lo stesso termine). Per l’invio verificare sempre le modalità nel sito del proprio Consolato di riferimento.

Se l’opzione viene inviata per posta, l’elettore ha l’onere di accertarne la ricezione, da parte dell’Ufficio Consolare, entro il termine prescritto

Si ricorda che eventuali opzioni effettuate in occasione di precedenti consultazioni politiche o referendarie non hanno più effetto. Inoltre chi andrà a votare in Italia non usufruirà di alcun rimborso per le spese di viaggio sostenute ma solo delle agevolazioni tariffarie previste sul territorio nazionale.

Si rende disponibile il modulo allegato alla Circolare n. 1/REF del 12.04.2022 della Prefettura di Arezzo che può essere utilizzato per formulare l’opzione per l’esercizio del voto in Italia. Tale modulo potrà essere reperito dai nostri connazionali residenti all’estero anche presso i Consolati, i patronati, le associazioni, i “Comites” oppure in via informatica sul sito del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (www.esteri.it) o su quello del proprio Ufficio consolare.

Allegato: Modello elettori residenti all’estero

Opzione di voto per cittadini temporaneamente residenti all’estero

Gli elettori italiani che per motivi di lavoro, di studio o cure mediche si trovano temporaneamente all'estero per un periodo di almeno 3 mesi, nel quale ricade la data del prossimo referendum del 12 giugno 2022 ed i familiari con loro conviventi, potranno partecipare al voto per corrispondenza organizzato dagli uffici consolari italiani.

Requisiti:

Per poter esercitare l’opzione di voto l’elettore deve trovarsi all’estero per un periodo minimo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della consultazione. La domanda può essere presentata anche se l’interessato non si trovi all’estero al momento della richiesta, purché il periodo previsto e dichiarato di temporanea residenza comprenda la data del prossimo referendum del 12 giugno 2022. Per i familiari conviventi dei temporanei all'estero la legge non richiede il periodo previsto di tre mesi di temporanea residenza all'estero.

Domanda e scadenza:

L'opzione per il voto per corrispondenza deve pervenire al Comune di iscrizione nelle liste elettorali entro l’11 maggio 2022 con possibilità di revoca entro lo stesso termine. Si ricorda che l'opzione è valida solo per il voto cui si riferisce (ovvero in questo caso solo per il referendum del 12 giugno 2022).

La dichiarazione dovrà preferibilmente essere redatta utilizzando il modello di opzione scaricabile dalla sezione “Allegati”. In ogni caso la richiesta dovrà contenere obbligatoriamente l’indirizzo postale estero cui va inviato il plico elettorale e una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti di cui al comma 1 dell’art. 4-bis, resa ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000, e corredata di copia di un documento di identità valido.

Le domande dovranno essere trasmesse all’ufficio Elettorale attraverso una delle seguenti modalità:

  1. via posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo PEC: c.subbiano@postacert.toscana.it ;
  2. via posta elettronica semplice (mail) al seguente indirizzo: demografici@comune.subbiano.ar.it 
  3. per fax al numero 0575421742.

In ogni caso la domanda dovrà essere corredata da copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore (art. 38, comma 3, del DPR 28/12/2000, n. 445).

Il voto degli elettori residenti temporaneamente all'estero che hanno fatto richiesta di voto per corrispondenza, verrà effettuato con le medesime modalità previste per gli elettori residenti all'estero che votano normalmente con tale modalità:

  • entro 18 giorni dalla data fissata per la consultazione elettorale in Italia, le ambasciate e i consolati inviano agli elettori presenti nella loro giurisdizione un plico elettorale che contiene:
  1. una lettera informativa;
  2. una copia della normativa;
  3. la lista dei candidati delle elezioni parlamentari (non inclusa in caso di referendum);
  4. il certificato elettorale;
  5. la scheda elettorale (oppure, in caso di più votazioni contemporanee, una scheda diversa per ogni tipo di votazione)
  6. la busta interna (completamente bianca ed anonima) dove inserire solo la scheda votata (o le schede in caso di più votazioni contemporanee)
  7. una busta pre-affrancata, in cui va inserita la busta interna bianca (sigillata e contenente solo la scheda o le schede votata/e) e il tagliando del certificato elettorale, con l'indirizzo dell'ufficio consolare a cui l'elettore deve reinviare la scheda votata.
  • Se entro 14 giorni dal voto nazionale l'elettore non ha ancora ricevuto il plico, può richiedere l'invio o consegna di un secondo plico.
  • Il voto può essere espresso solo con una penna con inchiostro di colore nero o blu.
  • Entro il giovedì precedente al voto nazionale, le ambasciate spediscono in Italia per via aerea e valigia diplomatica le buste ricevute dagli elettori. Le buste pervenute in ritardo e quelle avanzate verranno immediatamente incenerite.

Per maggiori informazioni e modulistica vedi il sito del Ministero dell'Interno.

Voto domiciliare, Voto assistito, AVD (annotazione voto permanente)

  1. Voto domiciliare (art.1 D.L. 1/2006 convertito dalla L. 22/2006 e modificato dalla L.46/2009)

Gli elettori affetti da gravissime infermità tali che l'allontanamento dall'abitazione in cui dimorano risulti impossibile, anche con l’ausilio del trasporto pubblico per disabili organizzato dal Comune, e gli elettori affetti da gravi infermità che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali, tali da impedirne l’allontanamento dall'abitazione in cui dimorano, sono ammessi al voto domiciliare presso la propria abitazione o in un'altra abitazione ove eventualmente dimorino per motivi di assistenza, purché nell'ambito del territorio.

L’elettore interessato deve presentare, nel periodo compreso fra martedì 3 maggio e lunedì 23 maggio 2022, e comunque, anche successivamente, compatibilmente con le esigenze organizzative del Comune, apposita domanda di ammissione al voto domiciliare all’Ufficio Elettorale del Comune nelle cui liste elettorali è iscritto.

La domanda è una dichiarazione in carta libera in cui l’elettore esprime la volontà di votare presso l'abitazione in cui dimora e comunica l'indirizzo completo e, possibilmente, anche un recapito telefonico.

Alla domanda devono essere allegati:

a) copia della tessera elettorale

b) un certificato sanitario rilasciato in data non anteriore al 28 aprile 2022 da un funzionario medico designato dagli organi dell'A.S.L. dal quale risulti l’esistenza di un’infermità fisica tale da impedire all'elettore di recarsi al seggio. Il medesimo certificato può attestare anche l’eventualità di un accompagnatore per l’esercizio del voto, nel caso in cui sulla tessera elettorale non vi sia l’annotazione del diritto al voto assistito (simbolo AVD).

Non è obbligatorio il possesso di certificati di handicap ai sensi dell’art. 3 L. 104/1992 o di invalidità, ma è sufficiente la certificazione del Servizio Sanitario Nazionale che attesti quanto sopra.

Sarà cura dell’Ufficio Elettorale trasmettere le domande all’Azienda USL Toscana Sud Est Servizio Medicina Legale che contatterà gli interessati.

Allegato: Modello voto domiciliare

  1. Voto assistito (legge 05 febbraio 2003 n.17)

Gli elettori fisicamente impediti ad esprimere autonomamente il voto, possono esercitare il diritto di voto con l’assistenza di un elettore della propria famiglia o di altro elettore liberamente scelto.

Sono da considerarsi fisicamente impediti i ciechi, gli amputati delle mani, gli affetti da paralisi o da altro impedimento di analoga gravità tale da impedire di esprimere il voto senza l’aiuto di un accompagnatore.

Nel caso in cui l’elettore sia affetto da menomazione fisica evidente, l’esercizio del voto assistito può essere consentito, in assenza di certificazione, dal Presidente del Seggio che valuterà, di volta in volta, l’effettivo impedimento fisico al voto.

Quando l’impedimento non sia evidente, esso potrà essere dimostrato con un certificato rilasciato, gratuitamente ed in esenzione da qualsiasi diritto, dal funzionario medico designato dalla competente Azienda USL Toscana Sud Est (Servizio Medicina Legale, Via Curtatone 56, tel. 0575 255991 - 0575 254991 – 0575 254996) che attesti l’impedimento all’esercizio autonomo del voto, da presentare al Presidente del seggio elettorale

Coloro che siano in possesso di libretto nominativo rilasciato dal Ministero dell’Interno in favore di ciechi civili per cecità assoluta ovvero siano titolari di tessera elettorale su cui è già stato apposto il simbolo “AVD” per l’annotazione permanente del diritto al voto assistito, non necessitano di alcuna certificazione medica.

  1.  AVD Annotazione Permanente del diritto di voto assistito

Nel caso in cui l’elettore fisicamente impedito sia affetto da grave infermità permanente, che non consente l’autonoma espressione del voto senza l’aiuto di un accompagnatore, può presentare all’Ufficio Elettorale del Comune di iscrizione elettorale la domanda per l’apposizione, sulla tessera elettorale, dell’annotazione permanente del diritto al voto assistito (apposito simbolo “AVD”).

Alla domanda deve essere allegata la documentazione sanitaria attestante l’impossibilità ad esercitare autonomamente il diritto di voto. Tale attestazione verrà riportata anche sulle successive tessere elettorali al fine di evitare all’elettore di rinnovare, di volta in volta, la certificazione sanitaria in occasione di ogni consultazione elettorale.

Per la suddetta certificazione gli elettori possono rivolgersi all'Azienda USL Toscana Sud Est, Servizio Medicina Legale, via Curtatone 56, Tel. 0575 255991 - 0575 254991 – 0575 254996.

Per ogni ulteriore informazione e ogni aiuto per fruire di tali opportunità contattare l’Ufficio Elettorale del Comune di Subbiano, Via Verdi, 9 – 52010 Subbiano (AR) ai seguenti numeri telefonici: 0575421723-421724 o alla mail: demografici@comune.subbiano.ar.it  

  1. Elettori fisicamente impediti o non deambulanti

Si comunicano le date e gli orari della presenza del medico per il rilascio dei certificati elettorali agli elettori fisicamente impediti o non deambulanti.

Allegato: Orari Asl per certificati elettori impediti o non deambulanti

Come si vota

Il 12 giugno 2022 i cittadini italiani sono chiamati alle urne per 5 referendum abrogativi in materia di giustizia. I seggi saranno aperti domenica 12 giugno 2022 dalle ore 7:00 alle 23:00

Si voterà per abrogare - o mantenere in vigore - i testi di legge relativi a 5 quesiti. 

All’elettore viene consegnata una scheda per ogni quesito. Il voto si esprime tracciando un segno:

  • sul SI se si desidera che la norma sottoposta a referendum sia abrogata;
  • sul NO se si desidera che la norma sottoposta a referendum resti in vigore.

La consultazione è valida se si reca a votare il 50% + 1 degli aventi diritto al voto (quorum). In caso contrario le norme per le quali il quorum non viene raggiunto resteranno in vigore. 

L’elettore deve presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale

Chi non ha la tessera o l’ha smarrita può richiederla all’ufficio elettorale del comune di residenza.

Tessera elettorale

Gli elettori sono invitati a verificare il possesso e la validità della tessera elettorale e a prenotare fin da ora un appuntamento per il rilascio delle tessere elettorali con l’ufficio elettorale al n. tel. 0575421723-421724 o via mail all’indirizzo demografici@comune.subbiano.ar.it

Nei giorni immediatamente precedenti le elezioni l’Ufficio elettorale sito in Via Verdi, 9 resterà aperto al pubblico senza necessità di appuntamento:

  • venerdì 10 giugno                        dalle ore 9.00 alle ore 18.00
  • sabato 11 giugno                          dalle ore 9.00 alle ore 18.00

e nel giorno della votazione:

  • domenica 12 giugno                     dalle ore 7.00 alle ore 23.00

allo scopo di rilasciare le tessere elettorali non consegnate o i duplicati delle stesse in caso di deterioramento, smarrimento o furto dell’originale.

Si ricorda che:

  1. In caso di deterioramento o smarrimento, il duplicato della tessera elettorale sarà rilasciato previa apposita dichiarazione dell’interessato (e eventuale restituzione della tessera danneggiata);
  2. Nel caso di furto, la domanda di duplicato deve essere corredata da denuncia presentata ai competenti uffici di pubblica sicurezza.

Per ulteriori informazioni si rinvia alla sezione consultazioni
elettorali ELIGENDO